ORIGINI E STORIA DELLA NUOVA CHIESA

L’antica chiesina parrocchiale era divenuta ormai insufficiente ad ospitare i fedeli e a soddisfare a pieno i loro bisogni spirituali, per cui si necessitava con urgenza un ampliamento o, in alternativa, la costruzione di una nuova chiesa. Il parroco don Giovanni Terracciano aveva considerato che l’ampliamento della vecchia cappella non avrebbe assicurato ai fedeli una sede più decorosa, pertanto prese l’iniziativa di costruire una nuova struttura e, a tal fine, con la somma di Lire 7.000, acquistò un terreno di 800 mq ubicato sul lato sinistro all’inizio della strada provinciale che da Pomigliano porta ad Acerra, l’attuale via Felice Pirozzi. La prima pietra fu posta il 12 gennaio 1936 dal vescovo di Nola monsignor Michele Camerlengo. In pochi anni il parroco, con i suoi personali contributi e le offerte dei fedeli, riuscì a far gettare le fondamenta della nuova fabbrica, ad elevarne le mura perimetrali fino all’altezza di tre metri e ad approntare la zoccolatura della facciata in marmo vesuviano e il portale con i relativi scalini. I lavori furono eseguiti dal costruttore Domenico Giampaolino sotto la direzione dell’ingegnere Ugo De Rosa. La costruzione fu interrotta nel 1940, in seguito all’entrata in guerra dell’Italia nel secondo conflitto mondiale, e ripresa nel 1946 fino al completamento delle mura. Successiva – mente di nuovo sospesa in attesa dei contributi governativi che non giunsero mai. Durante gli anni quaranta l’antica cappella aveva subito numerosi danni a causa della vetustà dell’immobile, degli eventi bellici e delle infiltrazioni di acque piovane durante i lavori di realizzazione della rete fognaria lungo via Roma. Le strutture murarie e la volta presentavano dissesti di tale entità da rendersi necessaria, nel 1960, la chiusura al culto dell’edificio. Tale decisione, dettata dalla necessità, fu difficile da tollerare sia per i fedeli sia per il parroco, dal momento che non era ancora stata ultimata la costruzione della nuova chiesa parrocchiale. Consapevole che la situazione richiedeva un’urgente soluzione, il vescovo di Nola monsignor Adolfo Binni, con notifica del 20 giugno 1960, invitò don Felice Toscano, già parroco della chiesa di Maria SS. Immacolata nella località Ponte di Ferro, a collaborare col parroco Terracciano nel procedere alla costituzione di una commissione che definisse i tempi e le modalità per la ripresa dei lavori di completamento della nuova chiesa in via Felice Pirozzi.

Intanto, per evitare che i fedeli rimanessero del tutto privi di un punto di riferimento spirituale, il parroco Terracciano ottenne di poter utilizzare, per i più importanti e urgenti atti di culto, la piccola cappella Salomone di proprietà della famiglia Cutinelli, sita in via Vittorio Imbriani, non lontana dall’antica Cappella di San Francesco di via Roma. Nel 1963, alla morte di don Giovanni Terracciano, don Felice Toscano venne nominato parroco della Parrocchia di San Francesco d’Assisi. La questione che riguardava la costruzione della nuova chiesa si presentava sempre più ardua, data la necessità di far fronte ad ingenti spese compensate solo in parte dalle offerte dei fedeli; così, in mancanza di sovvenzioni sia da parte dello Stato che degli enti ecclesiastici, don Felice Toscano chiese alla Curia Vescovile di Nola di alienare lo stabile della vecchia cappella in via Roma, ormai destinato alla demolizione a causa delle sue fatiscenti condizioni così da devolvere il ricavato per il completamento della nuova chiesa. La Curia Vescovile considerò opportuna la richiesta del parroco e decise di vendere la vecchia cappella al migliore offerente. Il 28 gennaio 1964 fu indetta una pubblica gara di vendita, effettuata nella sede dell’ufficio amministrativo diocesano della Curia, nella quale si costituì solo il dottor Francesco Felice Municinò, che si aggiudicò provvisoriamente il possesso della cappella versando una somma di Lire 2.310.000. Tale somma fu depositata presso le casse della Curia in attesa che fosse stipulato l’atto definitivo di compravendita; la transazione fu autorizzata con una deliberazione del Comune di Pomigliano il 21 marzo 1964. In seguito, il dottor Municinò fece abbattere la cappella per costruire l’attuale palazzo che porta il suo nome. L’8 marzo dello stesso anno, sotto la direzione dell’ingegnere Giuseppe Volpi e della ditta del signor Luigi Izzo di Afragola, furono ripresi i lavori di completamento della chiesa. Necessitarono sei mesi di ininterrotta attività per completare le mura perimetrali, coprire la volta dell’abside con cemento armato e la navata con capriate prefabbricate, intonacare tutte le pareti interne dell’edificio e installare la campana. L’anno successivo furono eseguiti i lavori di pavimentazione dell’intera navata con marmo bianco venato e fu apposta la zoccolatura perimetrale marmorea. Nel 1966, dopo l’installazione dell’impianto elettrico, furono effettuate le decorazioni di stucco e la tinteggiatura all’interno della chiesa; inoltre fu completata la facciata esterna, sul cui frontone venne apposto lo stemma francescano “Pace e Bene” proveniente dal paliotto d’altare dell’antica chiesina di San Francesco. Don Felice Toscano provvide, con sacrifici economici personali e di molti fedeli, a fornire la chiesa di suppellettili, arredi sacri e di tutto quanto era necessario all’esercizio del culto.

L’altare in marmo di colore rosso fu consacrato nella ricorrenza della festività di san Francesco, il 4 ottobre 1967; l’anno successivo fu acquistato l’organo e nel 1972 fu avviata la costruzione dei locali necessari per le attività pastorali, per la cui realizzazione il parroco aveva acquistato due lotti di terreno a ridosso della chiesa. Nel 1975 don Felice provvide a completare alcune opere facendo adornare il soffitto con cassettoni di legno dipinto, decorare la semicupola dell’abside e installare le campane elettriche per poi avviare anche la costruzione della casa canonica. In seguito ai danni provocati dal terremoto del 1980, il parroco riuscì ad ottenere un contributo dal fondo regionale che permise di effettuare alcuni interventi come il consolidamento delle strutture murarie, il rifacimento delle parti degli intonaci danneggiati, la tinteggiatura dell’intera chiesa, la manutenzione e la rifinitura della facciata, la pavimentazione in marmo. Negli anni novanta a questi lavori si unirono la messa in opera di nuove vetrate policrome per le grandi finestre, la decorazione dei timpani laterali dell’arco absidale con due mosaici, la decorazione degli stucchi della trabeazione e dei capitelli e la rifinitura delle varie lesene di colore rosso. Come ultimi interventi don Felice fece ampliare il cortile adiacente le strutture pastorali acquistando altro terreno, costruì il terrazzo che dalla sagrestia porta al cortile ed effettuò la definitiva rifinitura pittorica dell’intera chiesa e della sua facciata. La consacrazione della chiesa avvenne il 18 giugno 2000 ad opera dell’arcivescovo di Nola monsignor Beniamino Depalma; una lapide collocata in chiesa ricorda l’avvenimento.

Pomigliano Sacra Parrocchie Chiese e Cappelle di Giovanni Basile ed Annunziata Esposito